La tensione al Masters di Cincinnati 2025 ha toccato livelli altissimi, non solo per lo spettacolo sul campo, ma per un episodio destinato a far discutere ancora a lungo. Durante il match tra Jannik Sinner e Adrian Mannarino, un’interruzione di gioco durata 2 ore e 45 minuti ha stravolto l’andamento della partita e acceso una polemica feroce.
La sospensione, arrivata all’inizio del secondo set a causa di un improvviso peggioramento delle condizioni meteo, è stata giudicata da molti come inevitabile. Non così per Adrian Mannarino. Il francese, visibilmente contrariato già al rientro in campo, ha puntato il dito contro gli organizzatori, accusandoli di aver favorito indirettamente il suo avversario.
“Ho impostato la partita per logorarlo fisicamente sin dal primo scambio,” ha dichiarato Mannarino nel post-partita. “Ero riuscito a fargli correre molto, a metterlo in difficoltà sul lato del rovescio, e sentivo che stava iniziando a perdere brillantezza. Poi questa pausa lunghissima gli ha permesso di rifiatare, recuperare completamente e tornare in campo come nuovo. È chiaro che una sospensione così lunga cambia tutto.”

Il primo set, infatti, aveva visto un Mannarino aggressivo, capace di imporre scambi lunghi e variare con colpi corti e tagliati per costringere Sinner a continui spostamenti. Il piano sembrava funzionare: l’italiano appariva più lento negli ultimi game, pur difendendosi con qualità. L’arrivo della pioggia aveva congelato quel momento delicato, portando entrambi i giocatori negli spogliatoi per una pausa che, secondo il francese, ha ribaltato l’equilibrio psicofisico della sfida.
Quando il match è ripreso, la musica è cambiata. Sinner è rientrato in campo con energia rinnovata, servendo con più precisione e prendendo l’iniziativa nello scambio. I colpi profondi e incisivi hanno messo in crisi il rovescio di Mannarino, che ha iniziato a commettere errori gratuiti, forse anche a causa della frustrazione per l’accaduto.
La tensione è esplosa definitivamente a fine partita, vinta da Sinner in tre set. Durante l’intervista a bordo campo, l’azzurro non ha nascosto il fastidio per le parole dell’avversario:
“Onestamente, penso che sia irrispettoso insinuare che la mia vittoria sia merito di una pausa. Le condizioni erano uguali per entrambi. Io ho usato quel tempo per rimanere concentrato e lavorare sulla mia strategia. Se qualcun altro lo ha vissuto in modo diverso, non è colpa mia.”
Questa replica secca ha messo in chiaro che Sinner non intende accettare che la sua prestazione venga ridimensionata. L’italiano ha poi aggiunto che le pause, specie in tornei outdoor, fanno parte del gioco e che un professionista deve saperle gestire senza cercare alibi.
I tifosi si sono subito schierati sui social. Una parte ha dato ragione a Mannarino, sostenendo che una sospensione così lunga in pieno slancio agonistico possa effettivamente rompere il ritmo di chi stava dominando. Altri hanno difeso Sinner, ricordando che le interruzioni sono una variabile nota e che il francese avrebbe potuto usare quel tempo per ricalibrare il proprio gioco.
Gli organizzatori, dal canto loro, hanno spiegato la decisione come “inevitabile e presa nell’interesse della sicurezza dei giocatori”, citando non solo la pioggia, ma anche il rischio di fulmini nella zona. Una risposta formale che però non ha placato la polemica, alimentata dalle interviste e dai titoli sensazionalistici dei media.
Dal punto di vista tecnico, la vittoria di Sinner ha dimostrato ancora una volta la sua capacità di adattamento. Non è la prima volta che l’italiano esce vincente da situazioni interrotte o condizionate dal meteo. La sua abilità nel mantenere alta la concentrazione, indipendentemente dalla durata della pausa, è uno dei tratti che lo rendono competitivo ai massimi livelli.
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Per Mannarino, invece, questo episodio rischia di diventare un’etichetta scomoda. Il francese, pur giocando un primo set brillante, ha mostrato segni di nervosismo crescente nella seconda parte dell’incontro. I suoi commenti, percepiti da alcuni come un alibi, potrebbero oscurare la qualità del gioco espresso nella fase iniziale.
Il dibattito resta aperto: le interruzioni lunghe sono un problema da risolvere o una parte integrante dello sport outdoor? Alcuni ex giocatori, intervenuti come opinionisti, hanno ricordato che in passato si sono vissuti casi simili, con esiti opposti: talvolta la pausa ha favorito chi era in difficoltà, altre volte ha spezzato il ritmo di chi era in controllo.
Nel frattempo, Sinner guarda avanti. La vittoria gli garantisce l’accesso al turno successivo e consolida il suo percorso verso la fase finale del torneo. La sua determinazione a non lasciarsi distrarre dalle polemiche è evidente, e il messaggio mandato a Mannarino e al resto del circuito è chiaro: nessuna giustificazione esterna può sminuire il suo impegno e la sua preparazione.
Cincinnati 2025, già ricco di episodi sportivi di alto livello, aggiunge così un altro capitolo alla sua storia: una partita segnata non solo dai colpi, ma anche dalle parole, e dalla sottile linea che separa il fair play dalla frustrazione post-sconfitta.